HONEGGER JOURNAL

EVENTI, MERCATI, INTERNAZIONALIZZAZIONE

COME INTRAPRENDERE IL CAMMINO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

International trade fair Foto: Messe Düsseldorf/ctillmann

L’eccellenza del Made in Italy è rappresentata dalle migliaia di piccole e medie imprese che popolano il nostro Paese e che ogni anno rinnovano la loro offerta al pubblico nazionale ed internazionale. Nel mondo di oggi, grazie ad internet e ai nuovi sistemi di comunicazione ma anche alla facilità con cui ci si può spostare da un luogo all’altro, l’internazionalizzazione è diventata fondamentale per l’impresa italiana che vuole sopravvivere: non basta avere un buon giro d’affari in Italia, ma è necessario guardare anche oltre il nostro confine.

Il blog Export Ok è un’ottima fonte di notizie per l’esportazione, le Pmi italiane e l'attualità ad esse associata: in particolare, in questo articolo si parla dei fattori strutturali che servono ad una Pmi per esportare. Ovviamente, quando si parla di presentare i propri prodotti all’estero, il pensiero va immediatamente alle fiere di settore che permettono di entrare in nuovi mercati a livello globale. Tuttavia prima di un’analisi di mercato estero, è bene osservare quali siano i fattori strutturali interni ad un’azienda per poter partecipare ad una fiera internazionale: l’iscrizione innanzitutto, che sembra semplice ma non lo è. Essa richiede infatti loghi e testi adeguati e la creazione di un catalogo dedicato ben studiato. Non basta partecipare, ma bisogna ottenere anche risultati: se non altro, questo perché la partecipazione ad una fiera richiede un impiego di risorse interne e di tempo notevoli sottratti ad altre attività aziendali. Ultimi ma non ultimi, è necessario pensare ad un piano logistico e ad uno di marketing.

Quando si parla di una fiera all’estero, bisogna partire dal presupposto che i costi saranno alti, così come le complicazioni saranno maggiori rispetto ad una manifestazione nazionale; ecco perché diventa spesso fondamentale dotarsi di un piano di finanziamento. Oltre a ciò, le Pmi ultimamente hanno iniziato a rivolgersi temporaneamente a professionisti del settore, i temporary export manager: con un investimento ridotto, è la soluzione ottimale per ricevere una consulenza adeguata a proposito dell’internazionalizzazione, senza però un impegno a lungo termine.

Andare all’estero: cosa esportare? Un’azienda ha bene in mente quali sono i suoi prodotti di punta, i best sellers: bisogna però tenere conto del Paese nel quale si intende esportare, perché talvolta può rendersi necessario modificare la progettazione tenendo presente le specifiche richieste del mercato locale. Progettazione che dovrà essere studiata in base anche all’organizzazione logistica: semplicità, trasportabilità, facilità di installazione, di uso e di manutenzione sono fondamentali. I prodotti semplici sono spesso quelli di maggior successo, sia per la loro qualità che per la logistica che richiedono.

Un appunto merita anche la questione linguistica, trascurata dalla maggior parte delle aziende: purtroppo capita ancora oggi che il personale non sia linguisticamente preparato nell’affrontare una trasferta, e che quindi si scelga di avvalersi di un interprete, scelta che ovviamente implica un aumento dei costi decisamente evitabile. Nel mondo fieristico basta spesso sapere l’inglese per riuscire a portare a buon fine gli affari.

Voi avete già pensato ad un percorso di internazionalizzazione? Se conoscete già il settore e le fiere principali, non esitate a contattarci!

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