HONEGGER JOURNAL

EVENTI, MERCATI, INTERNAZIONALIZZAZIONE

IL FUTURO DELLE PMI È NELL'INVESTIMENTO DIGITALE

digitale impresa italiana
Il digitale rappresenta oggi uno strumento indispensabile per le Pmi italiane, ma da solo non è sufficiente per garantire l’efficacia delle strategie aziendali: è necessario infatti che venga affiancato da progetti innovativi e precise riforme strutturali. Per poter affrontare il mercato internazionale, la digitalizzazione è la chiave che consentirà di migliorare la produttività e competitività delle aziende.

In un recente articolo pubblicato sul portale Agendadigitale.eu si analizza lo stato attuale delle Pmi italiane: i livelli di digitalizzazione sono bassi, un problema che riguarda tutta la nazione ma con ampi divari tra nord e sud. Se da un lato le imprese della parte settentrionale del Paese hanno un livello superiore di digitalizzazione rispetto a quelle meridionali, dall’altro tale livello non è ancora sufficiente: esse infatti risultano essere in media il 18% meno digitalizzate delle “colleghe” estere, tedesche e francesi in primis. Urge dunque una riforma strutturale in grado di guidare le aziende verso un migliore impiego di risorse ed investimenti.

LE DIFFICOLTÀ DELLE PMI ITALIANE VERSO IL DIGITALE


Ma perché in Italia si hanno così tante difficoltà? Sicuramente parte della risposta proviene dal fatto che il sistema è tanto, troppo variegato: esistono infatti numerosissime associazioni di categoria, centri di innovazione digitale, centri di competenza, cluster tecnologici, distretti, acceleratori e altri soggetti che rendono frammentato il panorama al quale un’impresa potrebbe rivolgersi per avere aiuto e sostegno. Orientarsi per una Pmi non è facile, anzi si rischia l’effetto opposto: non sapendo a chi rivolgersi, un’azienda può lasciar perdere qualsiasi iniziativa di innovazione digitale. Nonostante gli interventi pubblici, l’Italia ha dunque ancora in sé molti punti deboli e nodi da sciogliere; non bisogna dimenticare poi che i diversi piani di digitalizzazione e sviluppo possono richiedere anni per la loro effettiva messa a punto. Ecco quali sono i principali ostacoli e barriere alla digitalizzazione italiana:
  • Domanda di digitalizzazione: è fondamentale che le Pmi comprendano i vantaggi della digitalizzazione e che, al tempo stesso, siano in grado di individuare le proprie esigenze di investimento. Queste richiedono capacità tecniche e finanziarie adeguate, ma il bagaglio di competenze appare ancora scarso e limitato. Non ci sono molte imprese disponibili ad oggi ad assumere e remunerare certe professionalità inerenti al mondo digitale, e solo 2 Pmi su 10 investono in formazione digitale. C’è quindi un ulteriore problema di competenze da risolvere, dando fiducia e credito alle skill e ai giovani.
  • Fornitura di prodotti adeguati: i fornitori raramente sono preparati sulle reali esigenze delle aziende italiane, e non hanno idea delle difficoltà che esse devono affrontare. Se da un lato l’offerta è ricca, dall’altro si presenta ancora troppo frammentata e poco orientata al cliente, non sempre adatta. Gli operatori più piccoli – e sono la maggioranza in Italia – non hanno l’esperienza necessaria per far fronte alla varietà di esigenze e problematiche delle Pmi, e spesso non sono neanche preparati in termini di risorse. Ne deriva un grande ostacolo nei meccanismi di adeguamento tra domanda e offerta.
  • Ostacoli di natura finanziaria: sebbene gli istituti bancari diano supporto finanziario alle aziende italiane, a mancare è la presenza di uno strumento ad hoc per la digitalizzazione. Durante la pandemia di Covid-19 inoltre le Pmi hanno aumentato il loro livello di indebitamento, ricorrendo a nuovi sostegni finanziari offerti dal governo. Questo può creare conseguenze negative per il futuro, soprattutto per quanto riguarda la capacità di investimento delle aziende stesse in termini di innovazione.

Le criticità legate ai meccanismi di negoziazione tra banche e Pmi sono una realtà, nello specifico:
  • gli investimenti nella digitalizzazione differiscono da quelli più tradizionali: non hanno in genere attività materiali da offrire come garanzia, per cui rendono difficile l’incontro tra domanda e offerta;
  • le banche devono eseguire una verifica dei dati di bilancio dell’azienda richiedente sostegni finanziari, per valutare gli investimenti per la trasformazione digitale che vengono loro presentati;
  • le Pmi da parte loro devono essere invece in grado di articolare i loro investimenti nella digitalizzazione; valutare i vantaggi attesi non è semplice, e da qui deriva la difficoltà nel preparare piani aziendali efficaci e articolati. Bisogna prestare molta attenzione alla crescita nelle strategie delle imprese.

QUALI RACCOMANDAZIONI PER LE PMI E LE STRATEGIE DIGITALI?


Ma dopo tutte queste difficoltà, quali raccomandazioni possono seguire le nostre Pmi?
  • Sicuramente, una buona pratica è data dalla creazione di un punto di accesso unico da utilizzare come fonte per le informazioni riguardanti la digitalizzazione. Questo dunque è un suggerimento più per il governo che per le aziende: potrebbe trattarsi di una piattaforma online, oppure di una serie di servizi (corsi di e-learning, materiali di formazione, kit di autovalutazione della maturità digitale…) tutti reperibili nel medesimo punto.
  • Da non sottovalutare poi il ruolo che le grandi aziende – e il governo ovviamente – possono svolgere per dare un input allo sviluppo digitale delle Pmi. Affrontare il divario di conoscenze significa anche aiutare le imprese più piccole a comprendere i vantaggi che deriverebbero dalla digitalizzazione.
  • Per colmare il divario tra domanda e offerta di soluzioni digitali, il suggerimento è quello di creare un portale che metta a disposizione delle aziende un elenco di soluzioni digitali approvate.
  • Per facilitare l’accesso alle risorse finanziarie e aumentare le soluzioni a disposizione delle imprese, il suggerimento è quello di creare un finanziamento tematico della digitalizzazione e dell’innovazione.

CONCLUSIONI: LE PMI HANNO BISOGNO DI INVESTIRE NEL CAMPO DIGITALE


Per uscire dalla crisi attuale è necessario investire nel digitale. Un programma di azione e sviluppo degli strumenti e delle risorse adeguate ha però senso solo se si basa sul concreto sostegno di processi socioeconomici esistenti, con il coinvolgimento dei soggetti realmente interessati. Digitalizzare e modernizzare il sistema implica legare i progetti innovativi a precise riforme strutturali, ed è arrivato il momento di agire concretamente.
Il processo di digitalizzazione sembra a prima vista essere lontano dal concetto di fiera in presenza, ma non lo è: il mondo virtuale infatti sta entrando a pieno diritto negli strumenti fondamentali a disposizione di un’azienda per la buona riuscita di un evento internazionale. Grazie al digitale infatti, si possono curare nei minimi dettagli le fasi di pre e post fiera, stabilendo un contatto diretto con clienti e potenziali tali. La nuova strategia per l’internazionalizzazione non può che iniziare da qui!

FONTE: Agendadigitale.eu
CONDIVIDI

Commenti