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EVENTI, MERCATI, INTERNAZIONALIZZAZIONE

2017: FINE DELL'EXPORT E DELLA GLOBALIZZAZIONE?

Porto, contenitori, esportazioni Foto: Pixabay, CC0 Public Domain

Il 2017 si apre con diverse questioni in sospeso per l’export mondiale, per il commercio e per la globalizzazione in generale. Durante l’anno precedente infatti, sono stati due gli eventi fondamentali che ad oggi “minacciano” di cambiare un equilibrio già di per sé precario: la Brexit e l’elezione di Donald Trump quale 45° presidente degli Stati Uniti d’America. Sarà questo l’anno della svolta protezionistica? Gli studiosi si affannano in previsioni, ricerche e dati più certi, ma le opinioni sono ancora discordanti. Di seguito cercheremo di fornire due visioni per un campo che ci sta a cuore, ossia quello dell’export: da un lato le misure protezionistiche che lo minacciano, dall’altro i settori nei quali vale la pena investire.

EXPORT: QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?


Bisogna comunque partire con l’affermare che i Paesi più ricchi al mondo vivono un paradosso: se infatti sono quelli che hanno dichiarato più misure protezionistiche degli altri, bisogna anche evidenziare che la loro economia è forte e solida grazie agli introiti che provengono dal commercio con altri Stati. Ecco il primo e fondamentale motivo per cui Usa, Cina, India, Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna devono pensare e calibrare molto attentamente le loro scelte. Il Sole 24 Ore ha recentemente pubblicato un articolo nel quale afferma come, dal 2008 ad oggi, le misure protezionistiche adottate nel mondo siano state oltre 3.500. Questi provvedimenti, che risultano distorsivi per la libera concorrenza di mercato, riguarda le scelte compiute soprattutto dai Paesi che compongono il G20, Stati Uniti, India e Russia in primis. Sono proprio loro inoltre a risentire di tali manovre negli scambi commerciali, e i dieci settori più colpiti riguardano il 41% del commercio mondiale totale: metalli, automotive e trasporti, prodotti agricoli, macchinari e chimica. L’aumento del debito in alcuni Paesi come Brasile e Messico e l’instabilità geopolitica ormai globale sono altri due freni che potrebbero causare un cambiamento nel commercio.

SU QUALI SETTORI PUNTARE PER FARE EXPORT?


Nonostante queste tendenze alla chiusura, l’export non sembra destinato a ridimensionarsi in futuro, anche perché ci sarebbero più danni alle economie rispetto ad eventuali vantaggi. Ecco dunque che il sito imprenditori.it fa il punto della situazione, analizzando quali saranno i settori che nel 2017 presentano le migliori opportunità di business, in particolare per il nostro Paese:
  • Agroalimentare: il Made in Italy si sa, è apprezzato da tempo immemore in questo settore. I prodotti italiani sono tra i primi al mondo per la loro altissima qualità, e Stati come la Bulgaria, il Kenya e il Perù puntano tutto sulle nostre materie prime;
  • Plastica e prodotti chimici: in India e Bulgaria si registra un grande aumento di attività nei campi riguardanti questi materiali, per cui la domanda da parte di questi mercati crescerà;
  • Edilizia: le infrastrutture sono molto richieste in Indonesia, India, Perù, Costa d’Avorio e Kenya, unitamente alla domanda di macchinari ed ingegneria;
  • Commercio al dettaglio, beni di consumo durevoli ed elettronica: Costa d’Avorio, Cile e Perù sono i Paesi che mostrano più interesse per i nostri prodotti.

Quale modo migliore dunque per far conoscere il Made in Italy, se non attraverso una delle tante fiere di settore che si svolgono nel mondo? Per qualsiasi informazione sulle manifestazioni, la nostra azienda rimane a disposizione. Che sia l’automotive in Asia o il settore medicale in America, non esitate a contattarci!
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