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EXPORT, CONSUMI E DIGITALE: UN’INTEGRAZIONE FONDAMENTALE

Export digitale Foto: Freepik
Qual è lo stato attuale dell’export del Made in Italy? Com’è la situazione dei mercati a livello globale? Ci sono stati dei cambiamenti tra 2020 e 2021? A queste e a molte altre domande ha cercato di rispondere un interessante articolo pubblicato dal Giornale delle Pmi, che ha posto il focus sul canale digitale, sempre più fondamentale non solo nelle nostre vite ma anche per il business delle aziende italiane.

EXPORT: 2020 VS. 2021


Nel 2020 abbiamo assistito ad una flessione “naturale” dell’export, causata dalla pandemia di Covid-19. È attesa però ora una ripresa graduale dell’esportazione dei beni italiani a livello mondiale, che porterà il giro di affari ad una buona crescita nei prossimi due anni (+9,3% nel 2021, +5,5% nel 2022 e +4,8% nel 2023 secondo una ricerca di Istat, Ocse, Oxford Economics e SACE). Per quanto riguarda invece l’export dei servizi, ci si aspetta anche qui un aumento del 26,2% per il 2021 e a crescere per gli anni successivi. La contrazione delle esportazioni italiane c’è stata, ma è arrivato il momento di guardare ora alla ripresa, con un’attenzione particolare a determinate aree geografiche che potranno risultare strategiche per le nostre aziende: USA (ne avevamo parlato in un precedente articolo), Germania, Cina e Russia.

IL DIGITALE HA CAMBIATO LE NOSTRE ABITUDINI


Le abitudini di consumo dei compratori sono molto cambiate nell’ultimo anno e, ovviamente, nella maggior parte dei casi si sono dirette verso il canale online. Gli acquisti tramite il digitale hanno infatti segnato un aumento sensibile, soprattutto per quanto riguarda i settori dell’abbigliamento e calzature, elettronica, cosmetica, attrezzature sportive e fitness. In modo più equo invece, i settori dell’alimentare, elettrodomestici e fai-da-te per la casa si dividono a metà tra vendite online e offline. In ogni caso, nell’ultimo anno è emersa l’importanza dei canali digitali per poter sopravvivere sul mercato e competere con la concorrenza, non importa per quale settore di beni o servizi. Velocità, affidabilità disponibilità dei prodotti e politiche di reso sono le qualità che l’utente prende maggiormente in considerazione nel momento dell’acquisto online.
Nell’era post Covid l’attenzione alle vendite tramite lo strumento digitale dovrà essere massima. In particolare, sembra che il consumatore prediligerà una customer experience sicura e accessibile, utilizzando nella maggior parte dei casi il proprio smartphone. Il tema della sostenibilità sarà poi sempre più determinante.

PMI E STRUMENTO DIGITALE


Abbiamo analizzato finora le tendenze di vendita e acquisto prevalentemente del cliente finale, parlando di beni e merci. Per quanto riguarda invece le Pmi, quali sono le tendenze principali del mercato? Come bisogna pensare le strategie per il futuro?
Secondo Antonio Franceschini, Responsabile Ufficio Promozione e Mercato Internazionale CNA, le Pmi sono il motore economico dell’Italia, non importa quante siano le difficoltà causate dalla pandemia attuale. I dati dimostrano come l’export dipenda in gran parte dalle piccole e medie aziende, e di conseguenza bisogna lavorare nella direzione di un miglioramento delle condizioni per fare business. Per poter essere competitivi sul panorama internazionale, tale miglioramento passa necessariamente dall’implementazione di strumenti digitali in azienda. È ormai ben noto come questi non possano sostituire gli eventi fieristici fisici, ma si rende necessario costruire una nuova realtà che integri online e offline.
Per Erika Andreetta, partner PwC Italia, sarà fondamentale per le nostre aziende italiane creare una strategia di vendita online, ripensando anche al sistema di logistica, puntando su un pricing dinamico e investendo in analisi dei big data. I Marketplace possono così fornire alle Pmi un canale distributivo importante per far conoscere le nostre eccellenze al mondo – eccellenze che verranno poi mostrate anche durante gli eventi fieristici una volta possibile!

FONTE: Il Giornale delle Pmi
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