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EXPORT IN CINA: COME MUOVERSI NEL MERCATO ASIATICO?

Cina Panorama Shanghai Foto: Wikimedia Commons

La Cina è molto più vicina di quanto si possa pensare; il mercato asiatico vale 566 miliardi di euro in termini di vendite online B2C, e il settore web è destinato a crescere ulteriormente. Ecco perché, secondo l’Osservatorio Export del Politecnico di Milano, le PMI italiane devono interessarsi sempre più all’export e all’e-commerce. In un articolo pubblicato dal sito Digital4Pmi si ribadiscono i punti principali per poter commerciare con la Cina: lo scambio via internet rappresenta infatti per le nostre aziende un’occasione imperdibile per espandersi sui mercati esteri con investimenti appositamente pensati.

ENTRARE NEL MERCATO IN CINA: ONLINE E MARKETING COME PAROLE CHIAVE


Purtroppo, ad oggi, l’online corrisponde solo al 4% di volume totale degli affari delle piccole e medie imprese italiane: mancano la cultura di base, l’informazione, la possibilità di investire nel campo. Il canale commerciale dominante è ancora quello fisico di importatori locali (69%), mentre solo il 22% utilizza la rete, e il 16% ha un proprio sito web. Implementare una piattaforma e-commerce in Cina non è semplice: per cominciare, bisogna sceglierne una locale e la comunicazione rimarrebbe una grande fattore di incertezza per il ROI. Per poter entrare infatti nel mercato asiatico e soprattutto cinese, non si possono adottare le tradizionali strategie di marketing locali: l’approccio dovrà essere riformulato. Molti casi di successo di imprese italiane hanno come fattore determinante la partnership con un operatore locale, che conosce norme e regolamenti, oltre che ovviamente il mercato in senso stretto.

LE PIATTAFORME LOCALI PER VENDERE IN CINA


L’Osservatorio Export indica tre piattaforme da tenere presente per vendere i propri prodotti: Tmall, che però consente di aprire uno store solamente a soggetti con un’entità legale cinese ed un conto corrente aperto in Cina (esiste anche la sezione Tmall Global, con quote di adesione mensili molto più alte). C’è poi Yihaodian, piattaforma di e-commerce B2C specializzata in prodotti agroalimentari e freschi: le loro pubblicità sono leggibili dai passanti in città tramite QR code, così che i prodotti possano essere immediatamente ordinati e recapitati al domicilio. La terza piattaforma è Vip.com, leader nelle vendite-flash.

LOGISTICA, PAGAMENTI E LEGGI COMMERCIALI IN CINA


Una buona strategia commerciale però non è niente senza una pianificazione logistica: le principali soluzioni per il trasporto di prodotti in Cina sono la nave, il treno, il trasporto aereo e l’outsourcing dell’intero processo logistico a operatori terzi. Esistono modelli appositi per calcolare il costo logistico totale per un’impresa, dal magazzino alla porta del consumatore cinese. I prodotti di valore basso, che non superano i 30€ per unità, vengono trasportati in nave con magazzino in loco; quelli di valore medio-basso (non oltre i 90€ per unità) solitamente vengono spostati con il treno, anche se le ferrovie non sono al massimo delle loro potenzialità in Asia; per i beni di alto valore infine la soluzione ottimale è l’aereo.
Altro punto fondamentale per l’export riservato ai consumatori cinesi è il tipo di pagamento: emittenti di carte di credito, banche e servizi terzi sono le principali risorse da utilizzare. Le ultime sono anche le preferite dai cinesi: tra queste, Alipay (del gruppo Alibaba) e TenPay; solo il 18% delle aziende italiane però prevede pagamenti secondo queste modalità, mentre continuano ad essere preferite le carte di credito e le banche.
Ultima questione da affrontare: le vie legali. Talvolta la burocrazia può essere molto complicata, soprattutto per il fatto che l’incertezza legislativa locale è alta. Nel caso di presenta fisica con azienda su territorio cinese, l’impresa dovrà costituire una società commerciale di diritto cinese; tutti i siti internet hanno la necessità di una licenza Internet Copy Provider (ICP), ed è sempre consigliabile registrare sempre il proprio marchio per evitare la pirateria. Nel caso infine di vendita online su piattaforme cinesi, bisogna conformarsi agli obblighi sugli strumenti di pagamento cinesi, mentre se si vendono prodotti su piattaforme non cinesi è obbligatorio accettare il pagamento attraverso carte di credito emesse dai circuiti bancari cinesi o Alipay.

Parlando di vendita fisica invece, le fiere rappresentano lo strumento più efficace per farsi conoscere sul mercato cinese: dal vino al retail, per arrivare all’imballaggio, all’automotive e al medicale, le possibilità di entrare in Cina sono davvero tante! Per qualsiasi domanda relativa all’internazionalizzazione attraverso le fiere, non esitate a contattarci.
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