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BIOECONOMIA: IL NUOVO MODO DI PRODURRE RISPETTANDO L'AMBIENTE

Bioeconomia ed energia rinnovabile Foto: Pixabay / CC0 Public Domain

La bioeconomia indica una teoria proposta dallo studioso Nicholas Georgescu-Roegen, il quale auspicava dai suoi studi negli anni Settanta un’economia sostenibile sia in termini ecologici che sociali. Secondo Georgescu infatti, le risorse di cui disponiamo sul pianeta non sono illimitate e qualsiasi processo economico che ha come esito finale la produzione di merci materiali ha, come conseguenza, quella del diminuire la disponibilità di energia nel futuro, e quindi la diminuzione della produzione generale. Da queste affermazioni nasce dunque la necessità di ripensare alle modalità di produzione, cambiando l’economia e rendendo i processi produttivi meno dispendiosi in termini energetici.

BIOECONOMIA: ECCO COME SI COMPORTA L'ITALIA


L’Italia è da tempo in prima linea sul fronte del risparmio energetico, non solo in campo privato ma anche pubblico: la questione ambientale infatti è di spicco per scuole, istituzioni, enti pubblici, piccole e medie imprese. È di qualche giorno fa, al proposito, la notizia arrivata dal Ministero dello Sviluppo Economico a proposito del Decreto Ministeriale 2016 per l’incentivazione delle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico apparsa online sul “Giornale delle PMI”. Tale decreto mette a disposizione a regime oltre 400 milioni di euro all’anno per i nuovi impianti selezionati nel 2016. A crescere sono anche le certificazioni ambientali richieste dalle PMI italiane, che riguardano la gestione delle risorse, la riduzione degli sprechi, il contenimento dei consumi di materiali e il miglioramento dell’efficienza energetica. A guidare la speciale classifica delle imprese “green” è la Lombardia, seguita da Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Campania.

Il tema della bioeconomia è dunque tra i più sentiti al momento: in un recente articolo di Largo Consumo si analizza come questo sia visto in Italia: emerge così che il nostro Paese è dotato di un potenziale produttivo superiore a 244 miliardi di euro, con quasi 1,5 milioni di persone occupate nella filiera agro-alimentare. Intesa San Paolo e Assobiotec, facente parte di Federmeccanica, hanno presentato il secondo rapporto sulla bioeconomia in Europa: i dati generali sono in crescita, si rispetta l’ambiente molto di più rispetto ai decenni passati; la consapevolezza è aumentata e si riducono le dipendenze da risorse energetiche non rinnovabili. Molti sono i settori interessati: agricoltura, alimentare, lavorazione del legno e della carta, comparti della chimica che utilizzano materie prime rinnovabili e naturali come i biocarburanti. I Paesi più “virtuosi” sono Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, per un valore complessivo di produzione che si aggira sui 1.274 miliardi di euro.

A QUALI SETTORI SI APPLICA LA BIOECONOMIA?


È necessario tenere presente che la bioeconomia non rappresenta un vero e proprio settore, ma un modo di produrre, che può quindi ben adattarsi ai diversi campi della produzione industriale e non solo. Punto di partenza è comunque il settore agricolo, che fornisce tutte le materie prime: molte imprese italiane, guardando all’estero, hanno poi sperimentato direttamente l’alta domanda di prodotti Made in Italy che arrivano da ogni parte del mondo. L’Italia risulta in generale il 10° Paese esportatore a livello globale, e i prodotti basati sulla bioeconomia segnano un deciso aumento nell’export: +12,6% nel 2014. Le prospettive di sviluppo nei prossimi anni sono significative, grazie soprattutto al settore della biochimica e delle biotecnologie industriali, motore di questa tendenza.

I diversi settori sono coinvolti nelle nuove modalità di produzione, che guardano in primis al risparmio energetico. Ecco dunque che anche il comparto fieristico si adegua alla tendenza “green”, che si diffonde in tutte le manifestazioni: avevamo già parlato in precedenza di Save Food, progetto riguardante il risparmio del cibo che parte dalla componente del packaging, strettamente collegata alla fiera Interpack di Düsseldorf. Anche altri settori però trattano temi riconducibili alla bioeconomia, come ad esempio Energy Storage, convegno annuale internazionale per lo stoccaggio delle energie rinnovabili.
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