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BANDO PER AGEVOLAZIONI ALLE RETI DI IMPRESE: COS'È E COME FUNZIONA

Agevolazioni per le reti di imprese Foto: www.sviluppocampaniaeuropa.it

La tecnologia è presente in ogni campo della vita di una persona: dal lavoro alla vita privata, è parte integrante delle nostre attività, nonostante fino a qualche anno fa se ne facesse a meno. In un articolo precedente abbiamo analizzato l’inevitabilità della digitalizzazione per le imprese, osservando come l’Internet of Things (IoT) permettesse la dematerializzazione di milioni di dati, da cui derivava uno snellimento di lavoro inimmaginabile prima dell’avvento del mondo online. A questo proposito, è di pochi giorni fa la notizia relativa alle agevolazioni messe a disposizione dal governo per le reti di imprese che dovessero decidere di mettersi in rete.

AGEVOLAZIONI: COSA SONO E COME SI POSSONO RICHIEDERE

La notizia arriva dal sito "La legge è uguale per tutti", che chiarisce i punti principali della nuova proposta. Il bando per le agevolazioni è rivolto alle imprese di manifattura, in particolare di manifattura sostenibile, e comprende sia finanziamenti a tasso zero che contributi a fondo perduto. Potranno accedere a tali agevolazioni i raggruppamenti composti da almeno cinque imprese, che siano costituite in ATI (associazione temporanea di imprese) o RTI (raggruppamento temporaneo di imprese). Diversi i requisiti ai quali ci si dovrà conformare:

  • Essere iscritti nel registro delle imprese;
  • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  • Non essere in liquidazione volontaria;
  • Trovarsi in regola con tutte le disposizioni normative vigenti in termini di edilizia e urbanistica, lavoro e prevenzione;
  • Consistenza del fondo patrimoniale comune.

L’agevolazione permetterà il finanziamento di progetti le cui spese previste saranno tra 100.000 e 800.000 euro, che siano finalizzati alla creazione di centri per l’artigianato digitale, incubatori e centri finalizzati all’erogazione di servizi di fabbricazione digitale.

INDUSTRIA 4.0 E ITALIA: L'UTILITÀ DELLE AGEVOLAZIONI

L’industria 4.0 è quindi un’enorme opportunità che le imprese italiane devono saper sfruttare in modo intelligente. Ad oggi, come afferma il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, la nostra industria manifatturiera è seconda in Europa dopo la Germania, rappresenta il 15% del PIL, conta 4 milioni di addetti e oltre 400.000 imprese. Il governo intende mettere a disposizione delle aziende italiane ogni mezzo possibile per facilitare il loro ingresso nel mondo digitale. Ma quali sono le conseguenze dell’introduzione delle nuove tecnologie nel “vecchio” modo di produrre? Innanzitutto, pian piano i diversi segmenti della produzione saranno interconnessi tra loro, rendendo più immediate le decisioni e modificando le competenze dei lavoratori: non ci sarà più bisogno di alcune figure specializzate, mentre se ne creeranno di nuove. Si personalizzeranno i prodotti anche in ordini di vasta scala, le risorse saranno allocate in maniera più efficiente e la programmazione sarà più flessibile.

In merito alle previsioni per l’industria italiana nel prossimo futuro, il Corriere della Sera afferma che il settore dell’automotive trainerà l’economia fino al 2020, seguito dal largo consumo, dalla metallurgia e dalla farmaceutica. Le imprese stanno acquistando solidità, e dal 2017 il fatturato manifatturiero ritroverà un forte contributo dall’export, grazie all’internazionalizzazione praticata sempre più su larga scala. Aprirsi al commercio con altri Paesi da un lato aumenta la competitività delle nostre imprese, dall’altro fa migliorare la produzione stessa attraverso un confronto immediato con competitors internazionali.
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